ImageMachan

Regia: Uberto Pasolini - Sceneggiatura: U. Pasolini, Ruwanthie De Chickera - Fotografia: Stefano Falivene - Musica: Stephen Warbeck, Lakshman Joseph De Saram - Interpreti: Dharmapriya Dias, Gihan De Chickera, Dharshan Dharmaraj, Namal Jayasinghe, Sujeewa Priyalal - Italia/Sri Lanka/Germania 2008, 108’, Mikado.  Mercoledì 12 giovedì 13 maggio 2010 - ore 21
Manoj e Stanley, due giovani che vivono alla periferia di Colombo nello Sri Lanka, leggono un annuncio che invita la loro nazionale di pallamano ad un torneo in Germania.
I due ragazzi pensano che questa sia l'occasione giusta per espatriare e decidono di creare dal nulla la squadra. Il loro piano è quello di scappare una volta arrivati in Europa.
Colpito da un trafiletto di giornale che riportava la notizia (vera) di un gruppo di ventitré singalesi che si erano spacciati per la Nazionale di palla a mano, senza neanche conoscere le regole del gioco, e una volta arrivati nel paese ospitante si erano dileguati nel nulla, il produttore Uberto Pasolini, nipote di Luchino Visconti, ha sentito la necessità di trasformare quella curiosa storia in un film.

Deciso a passare dietro la macchina da presa per dirigere "persone vere che vivono nel mondo reale", Pasolini si è circondato di alcune figure chiave dello Sri Lanka (l'autrice teatrale Ruwanthie de Chickera, l'attrice Damayanthi Fonseka e il regista Prasanna Vithanage che in Machan vestono i rispettivi ruoli di sceneggiatrice, responsabile casting e produttore) per tramutare il sogno di ventitré squattrinati organizzati in una fiaba cinematografica a lieto fine. Se il dramma diretto da Pasolini è alleggerito dalle tinte lievi della commedia (...), le storie individuali dei personaggi toccano nel profondo e commuovono per la loro onestà. Il lavoro svolto dal Nostro nel tentativo di capire un paese dilaniato dai conflitti etnici è ottimamente risolto in fase di scrittura e descritto ancor più approfonditamente nella messa in scena realizzata nelle reali baraccopoli di Colombo, Sri Lanka. Affrontando un argomento come quello dell'immigrazione (e delle politiche che la regolano), con delicatezza, empatia e umorismo, Pasolini si incarica di ricordare allo spettatore la "disperata situazione nei paesi di origine dei tanti illegali che vediamo per le strade della nostra città" lasciando il pubblico con un sorriso sulle labbra e una stretta al cuore. (Tirza Bonifazi Tognazzi, www.mymovies.it)
Divertente con la giusta sporadicità e misurato nei toni agrodolci di una commedia con premesse molto serie, "Machan" è un film riuscito per l'equilibrio generale tra le sue componenti. Prima della vera partenza per la Germania e dell'impatto con il torneo, Manoj e compagni si dividono tra improbabili sequenze di allenamento, artigianali falsificazioni e ingenui propositi di vite possibili in giro per l'Europa. Con toni mai troppo melodrammatici e una comicità fatta di meccanismi basilari, (...) Pasolini gestisce gli improvvisati membri della sedicente nazionale di pallamano dello Sri Lanka come il più navigato degli allenatori si divincola nel turn-over: Giusto spazio per tutti e individualità valorizzate anche in pochi minuti di campo, consentendo al film di esplorare diversi scenari delle zone più povere di Colombo. La sceneggiatura in questi casi si dimostra curata proprio nei suoi particolari (impagabili le zie di Stanley). Girato con pochi mezzi, con attori spesso non professionisti, "Machan" regala qualche sincero sorriso, un'infarinatura di pallamano e un occhio non cinico né troppo melodrammatico su importanti storie di attualità. (Tommaso Tocci,
www.cinefile.biz)

 

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