recensioni

"NON È UN PAESE PER DONNE ?"

Rassegna cinematografica di donne r-esistenti

due cicli di proiezioni sulla condizione della donna in occasione del 25 novembre e dell' 8 marzo

In occasione dei due importanti momenti annuali dedicati alle donne – 25 novembre Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro la donna (risoluzione dell'Assemblea Generale dell'ONU n° 54/134 del 17 dicembre 1991) e 8 marzo Giornata della donna - il Centro Donna (progetto in partenariato tra ARCI Valle Susa e la Città di Collegno) e il Comitato Pari Opportunità della Città di Collegno, in collaborazione con il Centro Cinematografico Culturale L'Incontro (rassegna Suburbana 2011-2012) e Amnesty International gruppo Italia 115 (rassegna IndignAzione 2011) presentano il ciclo di proiezioni

"Non è un paese per donne?" - rassegna cinematografica di donne r-esistenti

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Image Fortapàsc

Suburbana,giovedì 3 giugno 2010 - ore 21
Gli ultimi quattro mesi della vita di Giancarlo Siani ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985. Aveva 26 anni e il difetto di informarsi, non voleva essere un eroe, né un Don Chisciotte. Voleva solo raccontare ciò che vedeva...
Risi, che del cinema civile moderno è stato buon profeta - da Mery per sempre a Il muro di gomma passando per Soldati, 365 giorni all'alba - qui si rinnova e trova una maturazione visiva e narrativa che unisce linguaggi passati a soluzioni moderne. (...) Si aggrappa a scene che sanno avere il gusto di un grottesco malinconico e feroce, come la radiocronaca e l'urlo del gol di Maradona che accompagna la morte di un ragazzo con la maglia del campione, vittima di un regolamento di conti, o la scena della comunione del figlio del boss.

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ImageValzer con Bashir

Un amico del regista israeliano Ari Folman è tormentato da un sogno: 26 cani rabbiosi corrono per le vie della città e si fermano a latrare sotto la sua finestra. Il racconto risveglia in Ari un barlume di ricordi rimossi legati al suo servizio militare in Libano, avvenuto vent'anni prima. Il regista decide allora di ricostruire quel momento della sua esistenza andandone a parlare con alcuni commilitoni. A poco a poco la verità emerge e Ari deve fare i conti con il suo passato e la sua coscienza...
Regia, Sceneggiatura: Ari Folman - Fotografia: Declan Quinn - Musica: Max Richter - Montaggio: Feller Nili - Animazione: Yoni Goodman - Israele/Germania/Francia 2008, 87’, Lucky Red.
Mercoledì 21 giovedì 22 aprile 2010 - ore 21
CineCircolo Suburbana

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"CHE - L'ARGENTINO"

Quanto è difficile parlare di Ernesto "Che" Guevara con freddezza oggettiva, tanto e forse più è complicato fare un film sul personaggio.
Se poi dietro alla macchina da presa si piazza Steven Soderbergh famoso per blockbuster molto americani, si parte un po' prevenuti.
Non nego, chi scrive è di parte, adora il personaggio in oggetto e disdegna un certo cinema americano in mainstream quindi va da se che "L'argentino" viene visto con occhio più che critico, con matita rossa (apprezzate il doppio senso) in mano. Sorpresi da Soderbergh, col senno di poi, che riesce a mantenere le promesse. Crea un film che punta in toto sull'aspetto umano lasciando ogni velleità di appartenenza politica, pro o contro che sia.

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"L'Onda"

Pensate al Prof. Keating de "L'Attimo Fuggente". Ai giorni nostri.
Pensatelo su un'auto scassata, con musica rock a palla, vestito con una sdrucita maglietta dei Ramones e mentre si fa chiamare per nome dagli allievi.
Ecco che avrete Rainer Wenger, insegnante tedesco, illuminato e illuminante, amato dagli studenti, che con il Keating di Robin Williams condivide metodi di insegnamento assai anticonformisti.
Lui è l'ideatore di un esperimento sociologico, molto estremo, oggetto di questo film: "L'Onda". Pellicola tedesca del giovane Dennis Gansel incentrata sui giovani, sulle masse e sulla sociologia.
Interessante e snello studio sulla manipolazione delle giovani menti, girato in maniera altrettanto moderna e attualissima con un occhio e una mano spesso da videoclip. Musica, My Space, graffiti, internet, skate, entrano di prepotenza, bene, in questo lavoro. Come giusto che sia.

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"MILK"

"Mi chiamo Harvey Milk e voglio reclutarvi tutti!". Questo era il grido di "battaglia" con il quale Harvey Milk infiammava la folla prima di dare il via a uno dei suoi tanti discorsi pubblici. Lontani da quegli anni settanta e da quegli States, vedendo "Milk" ci sentiamo in ogni caso "reclutati tutti", un po' per le giuste lotte che portava avanti ma soprattutto per la bellezza assoluta di questa pellicola.
Perché in fin dei conti poco importa se siete gay o se siete totalmente contrari o se per voi Harvey Milk è un genio o un pervertito/malato. Poco importa, perché "Milk" è un capolavoro. Sotto ogni punto di vista. Oltre ai modi pensare e alle prese di posizione. Un film che va ben oltre al "biopic" che rappresenta.

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