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Progetto Città Aperte
mercoledì 09 aprile 2008

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Costituzione della Repubblica Italiana Art. 37
“La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.
Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.”

Il progetto “Città Aperte”, finanziato dal Ministero della Solidarietà Sociale – DG Immigrazione, implementa in 7 aree metropolitane italiane, tra le quali l'area metropolitana Torinese, un sistema di infrastrutture sociali, in Laboratori Sociali Locali partecipati, al fine di costruire e promuovere interventi e politiche di integrazione e percorsi positivi di cittadinanza.

Laboratorio Sociale Locale di Torino – Città Aperte nella Zona Ovest di Torino
“Servizi e sostegno all'integrazione delle donne e delle famiglie”
 
Dal 2001, ARCI Valle Susa in partenariato con la Città di Collegno, ha attivato il “Centro Donna”, progetto che fra i suoi obiettivi principali, ha quello di accogliere e accompagnare tutte le donne (native e migranti), nei loro percorsi di inclusione sociale e lavorativa.
In questi anni le donne stranire accolte dal Centro Donna hanno permesso di rilevare un dato preoccupante legato a condizioni di marginalità, difficoltà a orientarsi nel mercato del lavoro, di non conoscenza dei servizi offerti dal territorio, scarsa conoscenza della lingua italiana, individuati come ostacoli a un vero e proprio inserimento sociale.Si ha inoltre avuto modo di verificare la difficoltà a raggiungere e coinvolgere le donne straniere presenti sul territorio, che spesso (soprattutto le donne di origine marocchina) tendono a frequentare esclusivamente la propria comunità di appartenenza.
Il progetto “Città Aperte” ha consentito di ampliare le offerte del Centro Donna e di costruire azioni e modalità di lavoro ad hoc per la popolazione straniera, al fine di intervenire a sostegno delle donne migranti, di favorire un'integrazione attiva e partecipata, innescando allo stesso tempo processi di contaminazione culturale.
Nello specifico si sta lavorando a:
- Strutturare e consolidare circuiti, formali e non, avviati dal Centro Donna e volti a favorire l'accesso delle donne straniere ai servizi del Centro stesso e degli altri enti territoriali, per mezzo della divulgazione di materiale informativo e l'azione mirata delle mediatrici sul territorio;
- Costituire un'equipe multiculturale (operatrici, mediatrici, giuriste italiane e straniere, psicologa clinica e del lavoro) che ampli i servizi del Centro a disposizione delle donne straniere per mezzo di:

  • un servizio di accoglienza, accompagnamento e mediazione interculturale, volto a decodificare la domanda e le difficoltà delle donne;
  • corsi di italiano, che rappresentano la prima tappa dell'integrazione;
  • un servizio di consulenza psicologica ed orientamento professionale;
  • un servizio di consulenza giuridica, con una giurista straniera esperta in diritto internazionale e di famiglia comparato, un'avvocato civilista ed un'avvocato penalista;
  • iniziative di sostegno in ambito materno-infantile, con particolare riguardo alle situazioni di precarietà e disagio (percorso di scambio e confronto di un gruppo di donne che rifletta sulle pratiche relative alla cura e all'educazione dei bambini). In particolare verrano presi in esame tre ambiti: educazione, salute ed attività ludiche e le riflessioni raccolte durante il percorso diventeranno materiali da elaborare al fine di realizzare una pubblicazione multilingue.

Progetto promosso e finanziato dal Ministero della Solidarietà Sociale e attuato dall’ARCI