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HAITI PDF Stampa E-mail
giovedì 21 gennaio 2010

ImageHaiti: gestire l'emergenza, organizzare la speranza.

C’è un limite oltre il quale la tragedia è troppo grande per qualsiasi commento.
Di fronte all’orrore di Haiti potremmo ripeterci molti discorsi già fatti. Dirci che la colpa non è del
destino o della natura malvagia; che le catastrofi naturali si abbattono sempre sui più deboli

perché privati di ogni mezzo di prevenzione; che solo oggi ci accorgiamo di Haiti, paese fra i più
poveri al mondo, con alle spalle una drammatica storia di genocidi, schiavitù, guerre civili, dittature
e catastrofi naturali; che tutto questo riguarda la coscienza dei paesi sviluppati.
Ma ora c’è anzitutto da salvare un popolo, recuperare corpi sotto le macerie, offrire una speranza
di vita a chi è rimasto. C’è bisogno di medicine e ospedali, acqua, cibo, tende e coperte. Un’opera
ancor più difficile in un paese sull’orlo del collasso, già prima del terremoto costretto a garantire
sicurezza e servizi essenziali solo grazie alla presenza dell’Onu e delle organizzazioni umanitarie e di
cooperazione, che hanno sacrificato nel terremoto le vite di molto personale civile e militare.
Deve scattare la solidarietà attiva fra i popoli, come atto di umana responsabilità. Il mondo ha le
risorse per farvi fronte. I governi devono assumere le loro responsabilità.
In questo caso, la risposta internazionale è stata straordinariamente rapida e puntuale. L’America di
Obama ha agito senza esitazioni, altri paesi del nord e del sud hanno fatto altrettanto. Certo, una
volta esaurita la spinta emozionale della prima emergenza, servirà un lungo e coerente impegno
per la ricostruzione. Ma la catena di solidarietà attivata in questi giorni è la prova che il mondo
potrebbe andare in un’altra direzione, se solo la comune responsabilità degli esseri umani
prevalesse.
L'Arci chiama tutti i suoi soci a rafforzare la solidarietà, attraverso l'impegno personale e quello
dei circoli e dei comitati. Nel territorio, alcuni comitati hanno già intrapreso iniziative di sostegno
agli aiuti umanitari.
Confermiamo, a chi non è impegnato in campagne territoriali, che si possono far convergere i
fondi sul conto corrente bancario di Banca Popolare Etica di Attivarci intestato ad Arci Cultura e
Sviluppo, Via dei Monti di Pietralata 16, 00157 Roma, con la causale "emergenza terremoto
Haiti" ( Iban: IT96 N050 1803 2000 0000 0508 080)
.
I fondi raccolti saranno destinati alla rete SOLIDAR, a cui l’Arci aderisce, che ha promosso un
fondo europeo per Haiti e che coordinerà il suo utilizzo destinando le risorse alle organizzazioni
presenti in loco a seconda delle necessità.
Solidar utilizzerà i fondi principalmente per l'erogazione di acqua, cibo, medicinali, tende, coperte,
kit igienici, kit per ripulire le macerie, utensili da cucina e quanto altro serve e servirà alla
popolazione colpita.
Solidar è una rete europea di 53 organizzazioni sociali e associazioni progressiste, distribuite in 25
paesi, che lavorano per far progredire la giustizia sociale in Europa e nel mondo, operando in tre
principali aree di intervento: le politiche sociali, la cooperazione internazionale e l’educazione.


Info: http://www.arci.it - http://www.arciculturaesviluppo.it - http://www.solidar.org

 
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