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SPEGNI LA CENSURA, ACCENDI RADIO BLACKOUT PDF Stampa E-mail
venerdì 19 febbraio 2010

ImageRadio Blackout esce allo scoperto.

A 2 mesi dal termine burocratico fissato dall’amministrazione comunale per il rilascio dello stabile di via Cecchi 21/a
(attuale sede dell’emittente), parte ufficialmente la campagna a sostegno delle libere frequenze per sostenere il diritto della radio di continuare a (r)esistere e denunciare il triste tentativo delle istituzioni cittadine d’imbavagliare una voce scomoda.

Alcune voci note di questa città si sono esposte, mettendoci la faccia e sostenendo la battaglia che Radio Blackout
porta allo scoperto in questa città. Non si tratta qui di essere d’accordo con tutto quello che Radio Blackout dice, fa o
rappresenta. La posta in gioco è più ampia di un semplice contratto d’affitto. Si tratta di difendere la stessa libertà d’informazione, il
diritto a continuare ad essere una voce fuori dal coro. Queste le posizioni espresse oggi dal sociologo Marco Revelli, il
produttore e musicista Max Casacci (Subsonica), il giornalista GianLuca Gobbi (Radio Flash/Popolare Network).
Radio Blackout non accetta nessun bavaglio, non si fa schiacciare in un angolo ed oggi esce allo scoperto.
La prima di una serie di iniziative pubbliche di sensibilizzazione e sostegno che non accettano sconfitte, per il diritto, la
necessità dell’informazione libera. Seguiranno un’assemblea cittadina e un’iniziativa a sorpresa entro la scadenza
prevista del 31 marzo. Dal 1992 Radio Blackout 105.250 fm è una radio comunitaria no profit, volontaria, autogestita, che non gode né di finanziamenti pubblici né privati, non ospita alcun tipo di pubblicità commerciale ma vive solo dei propri mezzi, del
frutto e dell’impegno di chi la radio la forma e la fa giorno per giorno, negli eventi pubblici e non.
Una radio che vuole dare voce a tutte le lotte sociali, alle minoranze dimenticate e in lotta, a tutti gli scartati dai media
tradizionali, dall’indubbiamente manipolata “informazione pubblica”. Pochi peli sulla lingua, molta sostanza, molto
realismo, concretezza e cinismo. Per tutto questo la data di scadenza è 31 marzo 2010. Noi l’etichetta sul tappo, non la troviamo..


 

 
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