leonardo cori mister campitello u19

Il campionato Under 19 2025/2026 è stato bellissimo, con tante squadre in lotta per la salvezza e tre compagini che si sono contese il titolo fino all’ultima giornata. Nella parte finale del girone di ritorno Campitello, Narnese e Terni FC hanno dato vita ad un triello emozionante, arrivando ai 90 minuti conclusivi con un solo punto di distacco l’una dall’altra. La rotonda vittoria conquistata sul campo dell’Ellera ha permesso al Campitello di mantenere il suo vantaggio sulle contendenti e di festeggiare un traguardo storico: ne abbiamo parlato con il mister dei nuovi campioni regionali, Leonardo Cori, che dopo il successo dell’anno scorso alla guida della Narnese si conferma come tecnico di assoluto valore.

mister Cori campitello u19Mister, complimenti per il titolo! Quanto è bello vincere un campionato che, pur avendovi visto in testa alla classifica per 20 giornate su 30 (nella parte iniziale e nella parte finale), di fatto si è deciso negli ultimi 90 minuti, con tre squadre ancora in lotta?
“Intanto faccio i complimenti al Terni FC e alla Narnese perché è stata una battaglia colpo su colpo, tesa fino alla fine. Diciamo che è stato sicuramente un campionato diverso, come dici tu c’è stata una parte centrale in cui non siamo stati in testa: più o meno a metà campionato siamo finiti a -6 o -7 dalla prima in classifica. Dopo quel momento, però, abbiamo fatto una bella cavalcata, un percorso importante. La soddisfazione è tanta: non era affatto semplice ed i ragazzi se lo meritano perché hanno fatto tanti sacrifici durante l’anno in un campionato in cui a più riprese si è alternata la squadra in vetta e quindi riuscire a mantenere il primato nelle ultime giornate è stato prezioso. Sono davvero molto contento”.

Cos’ha avuto il Campitello in più rispetto a Terni FC e Narnese per chiudere il campionato in prima posizione?
“Io l’ho sempre detto ai ragazzi: non so se siamo più forti dal punto di vista tecnico perché anche Terni FC e Narnese sono due squadre veramente ben strutturate, ma per me la nostra è una delle squadre più forti, con ragazzi molto validi. Ma la cosa che ci ha contraddistinto e ci ha permesso di avere quel punticino in più che alla fine ci ha consentito di gioire e festeggiare è stato il gruppo, i rapporti che abbiamo creato. Il fatto che alla partita di Ellera siamo arrivati in 24, 25 o addirittura 26 ragazzi, tutti insieme per festeggiare e soffrire come una famiglia dice tutto. In un campionato Juniores che è una sorta di zona grigia tra il settore giovanile e il mondo della Prima Squadra, riuscire ad arrivare alla fine con un gruppo così folto e affiatato ci ha dato un plus e una mano per arrivare alla fine in vetta. Per questo devo fare i complimenti ai ragazzi perché nel corso dell’anno si sono amalgamanti, siamo riusciti ad arrivare a maggio con una famiglia veramente importante. Chiaramente questo è frutto anche del lavoro fatto dal direttore Gianluca (Gambini, ndr) e da una società che da quando sono arrivato ha puntato tanto su questo aspetto, cercando di far sentire tutti a proprio agio e di creare rapporti a livello umano, andando al di là di quello che è l’aspetto prettamente tecnico e calcistico. È un approccio che ha portato i suoi frutti: abbiamo un gruppo forte e unito in cui ognuno si sacrifica per l’altro, con rapporti solidi anche fuori dal campo e questo poi sul rettangolo di gioco si tramuta in prestazioni che ti portano a fare punti e vincere campionati”.

Qual è stato secondo te il momento (o i momenti) che ha deciso l’andamento del campionato?
“Durante il campionato abbiamo dovuto affrontare un blocco di quattro o cinque partite consecutive in cui abbiamo giocato contro Amerina, Terni FC, Angelana e Narnese: tutti scontri diretti uno dietro l’altro. All’andata l’abbiamo incontrato quando l’Amerina e l’Angelana erano in testa e ne siamo usciti con 6 punti su 12 disponibili, perdendo le sfide contro Terni FC e Narnese: quello poteva essere un colpo duro da subire invece è stato il momento da cui è partita la cavalcata che ci ha portato al successo finale. Al ritorno quel ciclo di partite l’abbiamo potuto affrontare con una consapevolezza diversa che ci ha portato a fare tre vittorie e un pareggio. La vittoria in casa contro il Terni FC e il pareggio in rimonta contro la Narnese sono due partite che hanno inciso, ma i ragazzi sono stati molto bravi anche a fare punti su campi difficili contro squadre che sulla carta o guardando la classifica potevano avere dei valori differenti ma che in realtà non sono mai semplici da affrontare. Quindi se dovessi individuare un punto di svolta, direi che gli scontri diretti tra andata e ritorno hanno indirizzato un pochino quello che è stato il nostro percorso di crescita”.

Per te si tratta del secondo titolo consecutivo: che differenze ci sono tra questa stagione e quella passata alla guida della Narnese?
“Sicuramente c’è grande soddisfazione perché riconosco che è stato un percorso importante anche per me. L’anno scorso è stato il mio primo anno da primo allenatore ed è stata una grande gioia vincere con un gruppo consolidato di ragazzi veramente forti che ancora oggi ringrazio perché hanno fatto un’annata fantastica. Quest’anno diciamo che per me è stata un po’ una sfida quella di cambiare società e di mettermi in gioco in un contesto diverso con ragazzi che per la maggior parte non conoscevo; riuscire a rimettersi subito in carreggiata e trovare di nuovo un risultato importante era un’idea che mi piaceva: siamo riusciti a raggiungere un grande risultato e di questo sono estremamente contento. Riconfermarsi è una soddisfazione ancora maggiore, ma sono stati due anni differenti, in due società sicuramente diverse, con un denominatore comune che è Gianluca Gambini: il direttore mi è sempre stato vicino, mi ha sempre dato una mano e a settembre mi ha dato la fiducia e l’opportunità di guidare un gruppo di ragazzi veramente forti, con alle spalle un club importante che nel territorio sotto il punto di vista del settore giovanile e di Prima Squadra è giustamente riconosciuto ad alto livello”.

Il Campitello mercoledì ha fatto il suo debutto nella Fase Nazionale trovandosi subito contro l’avversario forse più temibile, i campioni d’Italia della Sestese. Al di là del risultato, cosa vuol dire confrontarsi a questi livelli con realtà di altre regioni?
“C’era curiosità, la possibilità di confrontarsi con realtà importanti come la Sestese (a cui facciamo i complimenti per il successo dello scorso anno e per la realtà che sono a livello giovanile e non solo) è senza dubbio stimolante. Devo dire che le caratteristiche sia degli avversari che del contesto in generale sono diverse, ma sfide del genere ce le siamo meritate come squadra e come società. Non si può mai essere pienamente soddisfatti dopo una sconfitta, e infatti non lo sono dopo la partita di andata, ma devo fare i complimenti ai ragazzi: nonostante il risultato, hanno mostrato di essere forti e di poter raggiungere traguardi importanti, quindi non ci dobbiamo precludere nulla. La partita è finita con un po’ di rammarico perché potevamo raggiungere il pareggio (anzi, forse ce lo saremmo anche meritati) e questo lascia ben sperare per quello che può essere la partita di ritorno. Noi stiamo lavorando e siamo felici che si possa rigiocare subito perché c’è la voglia di tramutare la sconfitta di mercoledì in un risultato positivo che ci possa permettere di proseguire, perché c’è il desiderio di andare il più avanti possibile e di stare insieme ancora un po’, che di fatto è la nostra forza”.

campitello campione under 19 A1

Dopo aver risposto alle nostre domande, il mister dei nuovi campioni regionali Under 19 ha voluto esprimere la sua riconoscenza nei confronti dei giocatori e della società: “Il ringraziamento più grande lo devo fare ai ragazzi, che sono i veri artefici del grande traguardo che abbiamo raggiunto: non hanno mai smesso di crederci, nemmeno nei momenti in cui sarebbe stato più semplice mollare. Si sono sempre sacrificati e mi hanno sempre supportato e sopportato: sono davvero orgoglioso di averli allenati tutti, dal primo all’ultimo. Ringrazio poi tantissimo Gianluca Gambini, che per me è come un fratello maggiore se non un secondo padre: è un punto di riferimento per me in quello che è stato il nostro percorso insieme, ma lo è anche per i ragazzi, che lo riconoscono come figura centrale, e per il club in generale, che anche grazie a lui è cresciuto molto. Ovviamente ringrazio anche la società e i presidenti, che hanno avuto il coraggio di puntare su di me e non era affatto scontato”.

Mister Cori chiude con un ringraziamento alle sue famiglie, quella “di campo” e quella “vera”: “Ringrazio tutto lo staff della prima squadra, da Marco Sabatini a tutti i suoi collaboratori, perché siamo riusciti ad allenarci congiuntamente con loro, con una collaborazione che è stata davvero proficua. È stato come se si fosse creata un’unica grande squadra composta da 40/45 giocatori e questo è stata senza dubbio un grande punto di forza per noi: giocatori dei “grandi” che gioivano per le vittorie della Juniores, ragazzi dell’Under 19 che andavano a vedere e tifare la Prima Squadra. Anche negli allenamenti si respirava l’aria di un unico grande team e questo ha avuto un effetto molto positivo nelle nostre partite. Ringrazio il mio staff e Federico Silvestri, il mio vice, un compagno di viaggio fantastico, un vero amico e un grande uomo. Chiudo ringraziando l’ambiente in generale, quindi i dirigenti, i collaboratori, le famiglie ed i genitori, soprattutto i miei genitori, perché mi sono sempre stati accanto e nonostante siano di Roma vengono ovunque per seguirmi, fanno dei sacrifici importanti e si meritano successi di questo tipo per gioire con me ed i miei ragazzi”. La redazione di Giovaninrete ringrazia Leonardo per la disponibilità e rinnova i complimenti per il suo storico bis, dedica un applauso ai giovani calciatori del Campitello per il loro percorso in campionato e gli fa un grosso in bocca al lupo per i prossimi impegni.

Ubaldo Cricchi

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