un giovane giocatore di calcio ansioso

Torna “La psicologa dello sport risponde”, la rubrica in cui Stefania Croci, Psicologa Clinica e dello Sport che da anni lavora con ragazzi e ragazze impegnati nel settore giovanile, risponde ai nostri lettori: inviate le vostre domande a psicologa.giovaninrete@gmail.com. In questa puntata si parla di ansia da prestazione, una delle difficoltà più diffuse (ma anche meno comprese) nel calcio giovanile, e delle strategie per poterla gestire.

Ansia da prestazione nel calcio giovanile: Gestire e Superarla si può!

Che cos’è l’ansia da prestazione

“L’ansia da prestazione è quella sensazione di agitazione, paura o tensione che il giovane atleta prova quando sente di dover ‘fare bene’ a tutti i costi . È legata al timore di sbagliare, di deludere l’allenatore, i compagni o i genitori, e spesso nasce dal desiderio di dimostrare il proprio valore.”

L’ansia, in piccole dosi, può anche essere utile: attiva la concentrazione e l’energia necessarie per affrontare la partita. Ma quando diventa eccessiva, compromette le prestazioni e il benessere emotivo del giovane.

Come si manifesta

Tensione muscolare e difficoltà respiratoria prima o durante la gara, pensieri negativi (“sbaglierò”, “non sono capace”, “gli altri sono più forti”) calo di fiducia in sé stessi paura del giudizio altrui prestazioni al di sotto delle proprie possibilità.

“Nei più piccoli si nota spesso con atteggiamenti di evitamento: il bambino non vuole più andare agli allenamenti o inventa scuse per non giocare le partite”.

Il ruolo di adulti e allenatori

L’ambiente circostante ha un impatto fondamentale. “Allenatori e genitori devono ricordare che, a questa età, la priorità è l’apprendimento e il divertimento, non il risultato. È importante valorizzare l’impegno e non solo la vittoria.”

Evitare frasi come “non sbagliare”, “devi vincere” o “sei il più forte” e sostituirle con incoraggiamenti più funzionali, del tipo “divertiti”, “fai del tuo meglio”, “ogni errore serve per migliorare”.

Strategie per gestire l’ansia

1. Respirazione e rilassamento prima delle partite.
2. Routine pre-gara che aiutino il ragazzo a concentrarsi e tranquillizzarsi.
3. Visualizzazione positiva, immaginando azioni ben riuscite.
4. Dialogo interno costruttivo, sostituendo i pensieri negativi con frasi di fiducia.
5. Coinvolgimento di un professionista se l’ansia diventa troppo intensa o interferisce con la vita quotidiana.

Conclusione

“Aiutare i giovani a gestire l’ansia da prestazione significa insegnare loro non solo a giocare meglio, ma anche a conoscersi e a crescere emotivamente. Lo sport deve rimanere un’occasione di sviluppo, non di paura.”

Stefania Croci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *